Incendi sul Vesuvio e le Bufale SEO sui gattini

    E anche nell’estate del 2017 arrivano gli incendi in tutto il Bel Paese, ma questa volta sembra esserci qualcosa di diverso: recentemente dei giganteschi incendi sul Vesuvio – a quanto pare dolosi – hanno scosso l’Italia intera, ma fortunatamente è intervenuto anche l’Esercito Italiano dopo varie segnalazioni online anche da parte di influencer di spicco, come l’attore di Gomorra, Salvatore Esposito. Dalla Camorra alla vendetta privata, come al solito i giornali online cercano sempre più ipotesi per racimolare qualche click in più, arrivando perfino a lanciare notizie sui gattini usati come inneschi per estendere le fiamme.

    A differenza di loro, questo articolo “provocatorio” vuole essere anche un mero esperimento SEO per verificare il funzionamento di Google e il relativo posizionamento di questo post, ma anche per far notare che per l’ennesima volta i gattini, si quelli che vanno tanto di moda su Facebook, continuano ad essere usati per le Bufale SEO con l’obiettivo di generare sempre più visite, altro che Fake News e algoritmi vari.

    Non è ben chiaro come, dopo un incendio di queste proporzioni, sia stato possibile recuperare le carcasse carbonizzate degli animali. Animali che del resto – ammesso e non concesso che siano stati davvero ritrovati – potrebbero essere semplicemente delle vittime dell’incendio e non le sue cause.

    E questo sarebbe giornalismo?

    Mi ricordo un articolo “provocatorio” del 2016 di Francesco Margherita intitolato Terremoto e sciacallaggio SEO sulle News in cui in sostanza evidenziava proprio il fatto che la SEO può essere usata bene ma anche molto male. Ti consiglio di leggere anche il suo post perché è molto interessante, ci sono esempi davvero molto utili sia per esperti che per principianti sui distributori automatici usati, che non esistono, e sui biglietti Milano fashion week, che non ci sono.

    E Google come si comporta a riguardo? Sicuramente cerca di proporre all’utente risposte fresche senza tenere conto della realtà, ed ecco perché per un SEO è possibile plasmare le ricerche con la scrittura laterale unita a quella verticale.

    Insomma, c’è ancora spazio per tutti.