Come funziona Google, plasmare ricerca e realtà

    Se pensi che gli altri spiegoni ti abbiano dato solo alcune delle informazioni che cercavi, mettiti comodo perché un titolo come funziona Google, plasmare ricerca e realtà – che tra l’altro cerca di posizionarsi tra le serp della prima pagina – non è da tutti i giorni. Perfino con la SEO Copywriting siamo troppo abituati alla logica ed alla razionalità e forse è anche per questo che su molti blog che tentano di “insegnare”, si legge troppo spesso di creare contenuti di qualità per posizionarsi in prima pagina sui motori di ricerca senza dare una reale soluzione concreta al problema.

    La verità è che sono ancora molti quelli che faticano a comprendere quanto la scrittura verticale sia da sola nettamente inferiore alla scrittura laterale relativamente al ranking. Spero di riuscire a fare abbastanza chiarezza: a tal proposito trovo pertinente l’articolo La Verità come Strategia SEO di Francesco Margherita, ma ti consiglio di leggerlo dopo aver finito questo post.

    Ho deciso di scrivere questo articolo anche perché la scrittura laterale SEO, che non è altro che la trasposizione del concetto di pensiero laterale ideato dallo psicologo maltese Edward DeBono, fornisce degli strumenti utili anche ai principianti che cercano di capire il funzionamento di Google proprio perché il concetto di pensiero laterale è molto diverso da quello verticale (o logico, sequenziale) ed è utilissimo per favorire il problem solving, il momento di «risoluzione di un problema». È un po’ come guardare le cose da altri punti di vista, da un’altra prospettiva e angolazione, cosa molto utile per posizionare in prima pagina i contenuti di un blog su Google e su altri motori di ricerca.

    Posizionamento: scrittura laterale e verticale toghether

    Il primo aspetto che vorrei sottolineare per capire i rudimenti semantici e linguistici sul funzionamento delle ricerche, è sulla diversità dei contenuti: da varie dimostrazioni, si è capito che l’algoritmo di Google tende a favorire i contenuti più interessanti ma allo stesso tempo adora proporre contenuti diversi in prima pagina per poter offrire agli utenti una maggiore varietà di “risposte” per determinate query, sia nei titoli che nel corpo del testo.

    Facciamo un esempio utile: mentre fuori piove io sono in piedi davanti ad una sedia in una stanza completamente priva di luce, un bicchiere ed un cellulare sul pavimento e i vetri della finestra rotti e sparsi per terra. Cosa potrebbe essere successo?

    Scrittura verticale (o convergente): mi sono arrabbiato con qualcuno al cellulare, mi sono alzato dalla sedia e ho lanciato il bicchiere contro la finestra, che si è rotta, e il bicchiere è poi rotolato per terra, come anche lo smartphone. Poi mi sono accorto che la pioggia entrava dalla finestra.

    La probabilità che questo contenuto si posizioni bene sui motori di ricerca potrebbe essere alta, ma di contro dovrebbe competere in prima pagina con molti altri articoli di competitors che presumibilmente potrebbero aver scritto più o meno la stessa cosa, magari addirittura copiando e rielaborando prima di pubblicare.

    Scrittura laterale (o divergente): mentre smanettavo al buio col cellulare perché non prendeva a causa della pioggia, un ladro tentava di entrare in casa rompendo i vetri della finestra ed io, spaventato e arrabbiato, mi alzai facendo cadere lo smartphone per lanciare il bicchiere che avevo in mano, che poi cadde a terra.

    Se non altro qualcosa è cambiato, ma in base al concetto di pensiero laterale una risposta potrebbe anche avere diverse soluzioni o – la mia preferita – verie soluzioni legate tra loro.

    Scrittura laterale con più soluzioni: sognai un albero frantumare i vetri della finestra cadendo a causa di un fulmine dovuto al temporale, proprio mentre avevo in mano un bicchiere. Spaventato per il fracasso, mi alzai in piedi facendo cadere sia bicchiere che telefonino. E quando mi svegliai, era ancora buio per notare un ladro che stava entrando dalla finestra… o forse era un un senzatetto in cerca di un riparo?

    Quello a cui voglio arrivare, è che in una struttura laterale un contenuto testuale potrebbe assumere diverse sfumature in base a come viene descritto, e disporre di moltissime soluzioni. Grazie infatti all’unione della scrittura verticale con quella laterale, i contenuti di un blog possono esse fatti percepire più completi anche se in verità non lo sono, e con molta più probabilità di posizionarsi in prima pagina su Google e sugli altri motori di ricerca, vincendo anche su competitors potenti e con ingenti budget.

    Link non pertinenti ma rilevanti

    Il secondo aspetto che mi viene in mente pensando sempre un po’ fuori dagli schemi sul concetto di pensiero laterale relativamente all’ottimizzazione SEO dei contenuti per migliorare la loro posizione, è legato ai link inseriti in un articolo verso altre risorse interne o esterne. Andare controtendenza non è di mio interesse ed esorto i SEO più esperti di me a criticarmi quanto vogliono, ma cosa succederebbe se linkassi in un mio articolo una risorsa che tratta un argomento non pertinente ma rilevante? Anche in questo caso i limiti e i confini vengono completamente stravolti perché in effetti con la scrittura laterale è possibile trovare moltissime occorrenze semanticamente impertinenti e rilevanti.

    Esempio: presto un esempio.

    E poi ci sono i fenomeni cognitivi detti rispettivamente “effetto primacy” ed “effetto recency”, ma li spiegherò al prossimo aggiornamento del post.